Odf o OpenXML

16 Agosto 2007

È in atto una specie di elezione per quello che sarà il formato per lo scambio di documenti da ufficio nel futuro.

Guadagna terreno Oasis, lo standard aperto per lo scambio di file office sviluppato dall’Organization for the Advanced of Structured Informations Standards (http://www.oasis-open.org)

Uno dei motivi per il quale molte pubbliche amministrazione stanno decidendo di passare al formato Open Document Odf è questo:
permette un’archiviazione eletronica sicura anche per lunhi periodi di tempo.

In futuro si potrà accedere ai dati anche se i programmi con cui sono stati creati non esistano più.
Tutto ciò non è possibile con i formati proprietari, dove il supporto è garantito per poco tempo a meno di non comprare periodicamente i relativi aggiornamenti.

Inoltre Odf memorizza i contenuti in chiaro, al contrario dei formati proprietari, e questo mantiene il tutto leggibile anche in assenza del programma originario.

Dal 25 gennaio 2007 OpenDocument è diventato uno standard italiano, rilasciato da UNI/UNINFO con la sigla UNI CEI ISO/IEC 26300
Ecco alcuni esempi di utilizzo:
http://it.wikipedia.org/wiki/OpenDocument

Lo stato federale del Massachusetts ha deciso di memorizzare i documenti soltanto nel formato odf a partire dal 2005, anche se recentemente ha aperto a OpenXml di microsoft.
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2031868

Il Belgio farà la stessa cosa dal 2008 usando solo odf per lo scambio di documenti tra gli uffici.
http://www.redturtle.it/news-www/opendocument-conquista-il-belgio/

Francia e Norvegia sembra vogliano andare nella stessa direzione.
http://www.ossblog.it/post/2527/la-norvegia-si-avvicina-a-odf

Microsoft non è rimasta a guardare ed ha risposto con OpenXML: anche lui aperto, ben documentato e che forse diventerà standard iso, per ora è standard ECMA.
Purtroppo però non è conpatibile con odf.

Nonostante ciò dovrebbero però essere disponibili plug-in per odf.

Microsoft:

Sun:

Per usare invece openXML su OpenOffice Novell ha rilasciato questo:
http://download.novell.com/SummaryFree.jsp…

Il fatto che microsoft però continui a non supportare odf fa si che OpenXML abbia molte più possibilità di prendere piede rispetto al rivale, la posizione predominante della casa di Redmond potrebbe farla da padrona.
http://marco.boneff.ch/blog/?p=210

E’ stata pure lanciata una petizione per far si che OpenXML non diventi standard.
http://www.ossblog.it/post/2824/…

Ecco alcune riflessioni su questo:
http://blogs.devleap.com/romeopruno/archive/2007/06/27/…

Qualcuno vuole ODF, qualcuno vuole OpenXML…La guerra dei formati da ufficio va avanti, chissà se riusciremo ad avere un formato unico per tutti prima o poi e a smetterla di ricevere Doc e compagnia bella?!?!

Gabba Gabba Hey
Bonzo

È uscita la GPL 3

7 Luglio 2007

gnu
La FSF ha annunciato l’uscita della versione 3 della Licenza GPL.
Molto discussa e attesa, nei mesi scorsi la nuova versione ha già creato forte scompiglio dividendo il mondo del software libero in due fazioni pro e contro la licenza.

Linus Torvalds, padre di Linux, ha più volte dichiarato la volontà di continuare a pubblicare il kernel di Linux sotto l’attuale GPL2.

Ecco il testo completo della GPL v 3.0.

Come già saprete, le differenze principali con la precedente versione sono rappresentate dalle nuove clausole che riguardano la prevenzione di futuri accordi cross-licensing ( come quello Microsoft - Novell ), la lotta alla cosiddetta tivoization / tivoizzazione ( cioè l’utilizzo di hardware per limitare la possibilità di modificare dei sorgenti ), la compatibilità con la licenza Apache, l’integrazione della LGPL ( che ora è un caso speciale della GPL ) e la possibilità, da parte dell’autore, di aggiungere restrizioni ulteriori aggiungere ulteriori clausole legali relative all’utilizzo alla distribuzione del suo software ( punto 7 della licenza ).

Ossblog

Attendiamo di sapere quali saranno i primi software che abbracceranno la nuova licenza, ovviamente se ne attende la traduzione in Italiano.

Gabba Gabba Hey

Bonzo

Creative Commons per il blog

18 Giugno 2007

Ho deciso di “regolamentare” il blog, scegliendo che licenza utilizzare per i suoi contenuti.

Studiacchiando e leggendo alcune cose, mi sono informato un po’ sulle licenze Creative Commons.

Tali licenze, prendono il nome riecheggiando il famoso saggio “The Tragedy opf commons” sulla proprietà privata di Garret Hardin, nel quale l’autore sostiene che i ‘beni comuni’(commons) sono destinati per loro natura a perire, poiché ciò che è i tutti non riceve la stessa tutela che invece riceve un bene privato dal suo proprietario; dunque per preservare e fare aumentare il valore di questo bene è giusto affidarne la gestione esclusiva d un unico soggetto: è questa l’essenza della proprietà privata.

Tale assunto, se pò essere vero per i beni materiali/consumabili, non è detto che sia vero per i beni immateriali come la conoscenza e la creatività. […]George Bernard Show “Se tu hai una mela e io ho una mela, e ce la scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea ed io ho un’idea, e ce la scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”

Citazione da:
http://www.copyleft-italia.it/libro

Da qui nasce la filosofia delle licenze Creative Commons.

Nel 2003 è stato lanciato www.creativecommons.it, in cui si possono trovare i porting delle licenze per il sistema giuridico italiano.

Per il BlogBonzo ho scelto questa:

Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.


Creative Commons License


Questo/a opera è pubblicato sotto una
Licenza Creative Commons.

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Bonzo