La mia prima Debian

14 Giugno 2007

Sul mio computer fisso, un vecchio Pentium III da 500 Mhz ho cambiato Distro, e finalmente ho installato Debian (la distro) per la prima volta.

Ecco la schermata di Debian Etch 4.0 sul mio “ciappetto”:

Schermata Debia etch

Per renderla più adatta alle scarse risorse del pc ho installato Fluxbox:

Fluxbox su Debian

Oltre al look veramente semplice e un po’ in contrasto con i nuovi Desktop Tridimensionali delle distro più “utilizzate”, la cosa che mi è balzata subito all’occhio è che invece di Firefox c’è Iceweasel.

Il programma costituisce un fork del notissimo browser Firefox che implementa delle modifiche volte a renderlo assolutamente compatibile con le specifiche del progetto GNU.
Il software Mozilla è sempre stato considerato Software Libero, fino a quando il team di sviluppo del progetto Debian non ha verificato l’incompatibilità delle politiche sul diritto d’autore seguite dal team Mozilla.
Nello specifico il team di Mozilla ha dichiarato che chiunque intenda distribuire il software prodotto da loro usando i nomi originali è tenuto ad usare solo i loghi e i marchi originali (protetti da Copyright), senza inoltre poter includere modifiche al programma che non siano state approvate del team di sviluppo ufficiale.
Poiché queste regole contrastano con le politiche sul software seguite dal progetto Debian (che infatti distribuiva il software Mozilla usando loghi diversi da quelli ufficiali), si è accesa inizialmente un’animata discussione sulla vicenda, che ha portato alla nascita di un “fork” specifico per risolvere la questione (qualcuno ha ironicamente chiamato l’evento “scisma”).
E’ quindi nato il Progetto Gnuzilla, con l’obbiettivo di rendere disponibile il software della suite Mozilla usando esclusivamente materiale libero, in modo che possa essere impiegato in tutte quelle realtà che hanno l’uso di software GNU fra le loro priorità (come ad esempio il progetto Debian).
Da questa iniziativa sono quindi nati IceWeasel in sostituzione a Firefox, IceDove al posto di Thunderbird e IceApe in luogo di SeaMonkey.

http://www.vitthack.net/…

In futuro vedremo se la stabilità di Debian si confermerà tale, per ora tutto sembra andare alla grande.

Gabba Gabba hey
Bonzo

Resoconto PyCon Uno

12 Giugno 2007

Alla fine ho optato per andare al PyCon uno; nonostante i questo momento Python non sia tra le mie priorità mi sembrava che l’evento potesse essere interessante, eccone un piccolo riassunto:

Talk al pycon uno

Talk:

  • Fabrizio Millo ha parlato di come integrare Python con C, C++, Java, .NET.
    Ci ha parlato di strumenti come Ctypes, Swig, Boost e di Jython e IronPython.
    La presentazione ha solo introdotto, visto il breve tempo, un tema molto utile mettendo in luce le possibilità che python ci da nell’estendere librerie già esistenti di altri linguaggi, senza dover fare un completo porting in Python estendendo le cose che già abbiamo.
  • Danile Varrazzo di Develer ha trattato il package SQLAlchemy che permette di realizzare il mapping tra gli oggetti di python e i record di un Database relazionale.
  • Giovanni Porcari invece, in maniera molto simpatica, ha illustrato il Framework GenroPy, sviluppato da Softwell.
    Il Framework si ripropone l’obbiettivo di far fare meno fatica alle persone pigre, permettendo di passare meno tempo a scrivere righe di codice.
    Il framework, che fa pesante uso di Javascript e Dojo si appoggia molto sul client, ed è pensato in particolare per un uso Intranet.
    Il lavoro è promettente, vedremo se altre persone si uniranno a loro nello sviluppo di GenroPy.
  • Stafano Masini di Pragma2000 ha affrontato il tema dei test unitari nello sviluppo delle GUI.
    Il tema è sicuramente interessante, e al più presto dovrò cominciare a pensare seriamente a fare un po’ di esperienza nel campo dei Test unitari.
  • Michele Simionato mi ha steso parlando di SciPy on WSGI…
    Includendo nella sua presentazione, limiti ed integrali ha messo a dura prova la mia salute. Gli faccio i complimenti perché mi è sembrato geniale, però per me l’argomento non è di interesse immediato.
  • Per concludere è arrivato il Keynote di Alex Martelli.
    La presentazione è stata molto bella e interessante. Parlando di dei compiti di un HTM, e citando una marea di libri (Ma li ha letti tutti?!?! ma come fa…..) ha illustrato bene una possibile soluzione di gestione di un team di lavoro.
  • Keynote di Alex Martelli
    Domenica

  • Alex Martelli ha iniziato spiegando cosa sono i Design Pattern, in sequenza ha continuato parlando dei Design Patter comportamentali in Python.
    Da questa serie di Talk Alex è risultato un personaggio veramente carismatico, grazie a molti esempi e una indiscutibile cultura nel campo del software ha dato veramente molti input da approfondire in futuro indipendentemente dal linguaggio di sviluppo che userò.
  • Alex Martelli

    Dopo sono passato ai Talk del Canale diffondere python, seguendo:

  • Antonio Cuni ha creato veramente molto interesse in sala, parlando di PyPy, l’implementazione in Python di Python. Arrivato alla versione 1.0 è un progetto molto interessante che speriamo continui il suo sviluppo.
  • Infine, per me, Lorenzo Mancini ha raccontato la sua esperienza per portare Python su NintendoDS, riprendendo molto spesso alcuni tool illustrati da Fabrizio Millo nel Primo Talk di ieri.

Per motivi personali ho perso il pomeriggio, in particolare mi dispiace non aver potuto assistere al Talk su Jungle di Django, vedrò di guardarmi un po’ le slide quando le metteranno on-line sul sito di PyCon.

In conclusione due giornate organizzate veramente in maniera professionale, e piene di argomenti interessanti.
Come in altre situazioni devo ammettere che la mia scarsa esperienza di lavoro con Python non mi ha permesso di entrare completamente nel clima, ma questo non toglie all’ottima organizzazione da parte dell’associazione Pyton Italia.

Purtroppo devo dire che forse con Python non è partita la scintilla, vedremo in futuro.
Gadegt Pycon uno

Gabba Gabba Hey
Bonzo

XandrOS nuovo alleato di Microsoft

11 Giugno 2007

XandrOS, noto vendor di sistemi operativi desktop e server basati su Linux, ha siglato un accordo con Microsoft molto simile a quello recentemente siglato da Novell.

Xandros Logo

http://punto-informatico.it/…

Microsoft si impegna a non perseguire legalmente i clienti della propria partner, e XandrOS avrà la possibilità di lavorare, con l’appoggio della casa di Redmond per riuscire ad interfacciare meglio i propri prodotti con quelli di casa Microsoft.

Non è un Vendor importante come Novell, ma la casa di Redmond sta cominciando a stringere accordi con chi promuove Linux, e non so se questo mi fa piacere…

Gabba Gabba Hey
Bonzo

Libro consigliato: Codice Libero

10 Giugno 2007

Ebbene si, lo ammetto…. Non avevo mai letto Codice Libero, la biografia di Richard M. Stallman.
So che questa è una grossa pecca, ma non mi era mai venuto la giusta voglia, fino a quando, qualche settimana fa ho saputo che il santone del Progetto GNU, sarebbe venuto in italia.
Ho quindi comprato il libro (sono un feticcio della carta, un libro lo devo possedere) e visto che alla fine non sarei riuscito a vederlo ho deciso di usare questa settimana per leggere la sua storia.

Codice libero
Dalla sua lettura ho estratto due citazioni per me interessanti:

  • Paragone tra Grateful Dead e Modello commerciale Software Libero:

    L’analogia con i Grateful Dead è assolutamente pertinente. Nel descrivere le opportunità commerciali inerenti al modello del software libero, non di rado Stallman si è riferito a quell’esempio. Rifiutando di limitare le registrazioni amatoriali dei concerti dal vivo, i Grateful Dead sono diventati molto più di un gruppo rock. Sono divenuti il centro di una comunità tribale dedicata alla loro musica. Con il passare del tempo tale comunità ha assunto proporzioni talmente ampie, confermando al contempo la propria devozione, che il gruppo ha rinunciato ai contratti con le case discografiche per affidarsi unicamente alle entrate dei concerti e dei tour dal vivo. Nel 1994, ultimo anno delle apparizioni sul palco, i Grateful Dead avevano incassato 52 milioni di dollari soltanto con i biglietti venduti ai concerti.

  • Differenza tra Copyright e Brevetti nel Software:

    La differenza tra la tutela di un programma sotto copyright e quella di uno coperto da brevetto è sottile ma significativa. Nel primo caso, chi ha creato il software può vietare la duplicazione del codice ma non quella dell’idea o della funzionalità cui si riferisce quel codice. In altri termini, se uno sviluppatore sceglie di non usare un programma tutelato dai termini imposti dall’autore originale, gli resta comunque la libertà di operare il cosiddetto “reverse-engineering” — ovvero, riprodurne le funzionalità scrivendo nuovamente il codice partendo da zero. Si tratta di una duplicazione delle idee assai comune nell’industria del software commerciale, dove spesso le aziende isolano i gruppi a cui affidano tali operazioni, per evitare l’accusa di spionaggio aziendale o possibili scambi tra gli sviluppatori. Nel gergo dell’odierno sviluppo informatico, ci si riferisce a questa tecnica col termine di ingegneria in “locali senza polvere.”

    I brevetti sul software operano in maniera diversa. Secondo l’omonimo ufficio statunitense, aziende e individui possono brevettare ogni nuovo algoritmo purché lo sottopongano a una revisione pubblica. In teoria, ciò consente al possessore di quel brevetto di trattare la diffusione dell’invenzione con un monopolio limitato a 20 anni dalla data di presentazione della richiesta. In pratica, tale diffusione riveste un valore minimo, poiché spesso l’operatività del programma si spiega da sé. Contrariamente al copyright, un brevetto offre a chi lo detiene la possibilità di impedire lo sviluppo indipendente di un programma dotato di funzionalità identiche o analoghe.

    Nell’industria del software, dove 20 anni posso arrivare a coprire l’intero arco di vita di un mercato, i brevetti assumono connotati strategici. Laddove aziende quali la Microsoft e la Apple una volta si facevano guerra sul copyright e sull’aspetto tipico di varie tecnologie, le società odierne su Internet ricorrono ai brevetti, poiché sono uno strumento atto a bloccare applicazioni individuali e modelli commerciali, come rivela il noto caso di Amazon.com, che nel 2000 tentò di brevettare il procedimento per effettuare acquisti rapidi online denominato “one-click”. Ma per la maggior parte delle società i brevetti sul software sono divenuti uno strumento difensivo, dove gli scambi di licenze servono a pareggiare la quantità di brevetti posseduti da una corporation contro quelli di un’altra. Tuttavia in alcuni importanti casi riguardanti la crittografia e gli algoritmi per immagini grafiche, alcuni produttori di software sono riusciti a bloccare determinate tecnologie concorrenti.

Il libro, rilasciato sotto GFDL è disponibile anche per essere letto in formato elettronico.
http://it.wikisource.org/wiki/Codice_Libero

Per chi non lo avesse ancora fatto buona lettura a tutti, o come dice RMS: Happy Hacking!

Gabba Gabba Hey
Bonzo

La rivoluzione della musica,Last fm anche per ilbonzo

8 Giugno 2007

Oggi ho finalmente avuto tempo di smanettare un po’ con Last fm, la cosidetta rivoluzione della “Social music”.

Last.fm è una radio su internet e anche un sistema di raccomandazione che è emerso dal suo sito gemello Audioscrobbler nell’agosto 2005. Il sistema costruisce un dettagliato profilo per ogni utente, e include i suoi artisti e canzoni preferiti in un sito web personalizzabile. Le canzoni ascoltate compaiono nel sito dopo averle ascoltate sull’apposita radio oppure tramite un plugin installato nel proprio player. Oggi Last.fm è un sito “progetto” di audioscrobbler, e in tutto il mondo ha avuto una diffusione notevole, per l’ottima gestione e per il potente software di cui è dotato.

Da wikipedia.

Le possibilità, e le funzionalità sono veramente tante.
Oggi ho ascoltato questo:

Ebbene si, sono in fase Bush…

Inoltre ho aggiunto sul blog un widget molto carino che visualizza le foto degli artisti da me più ascoltati.

Per onore di cronaca, recentemente Last fm è stata acquistata dalla CBS. Nonostante ciò gli autori originali dovrebbero mantenere la stessa libertà di prima, speriamo.
Per i dettagli:http://punto-informatico.it/…

Quindi Buon ascolto a tutti.
Gabba Gabba Hey
Bonzo