È uscita la GPL 3

7 Luglio 2007

gnu
La FSF ha annunciato l’uscita della versione 3 della Licenza GPL.
Molto discussa e attesa, nei mesi scorsi la nuova versione ha già creato forte scompiglio dividendo il mondo del software libero in due fazioni pro e contro la licenza.

Linus Torvalds, padre di Linux, ha più volte dichiarato la volontà di continuare a pubblicare il kernel di Linux sotto l’attuale GPL2.

Ecco il testo completo della GPL v 3.0.

Come già saprete, le differenze principali con la precedente versione sono rappresentate dalle nuove clausole che riguardano la prevenzione di futuri accordi cross-licensing ( come quello Microsoft - Novell ), la lotta alla cosiddetta tivoization / tivoizzazione ( cioè l’utilizzo di hardware per limitare la possibilità di modificare dei sorgenti ), la compatibilità con la licenza Apache, l’integrazione della LGPL ( che ora è un caso speciale della GPL ) e la possibilità, da parte dell’autore, di aggiungere restrizioni ulteriori aggiungere ulteriori clausole legali relative all’utilizzo alla distribuzione del suo software ( punto 7 della licenza ).

Ossblog

Attendiamo di sapere quali saranno i primi software che abbracceranno la nuova licenza, ovviamente se ne attende la traduzione in Italiano.

Gabba Gabba Hey

Bonzo

Creative Commons per il blog

18 Giugno 2007

Ho deciso di “regolamentare” il blog, scegliendo che licenza utilizzare per i suoi contenuti.

Studiacchiando e leggendo alcune cose, mi sono informato un po’ sulle licenze Creative Commons.

Tali licenze, prendono il nome riecheggiando il famoso saggio “The Tragedy opf commons” sulla proprietà privata di Garret Hardin, nel quale l’autore sostiene che i ‘beni comuni’(commons) sono destinati per loro natura a perire, poiché ciò che è i tutti non riceve la stessa tutela che invece riceve un bene privato dal suo proprietario; dunque per preservare e fare aumentare il valore di questo bene è giusto affidarne la gestione esclusiva d un unico soggetto: è questa l’essenza della proprietà privata.

Tale assunto, se pò essere vero per i beni materiali/consumabili, non è detto che sia vero per i beni immateriali come la conoscenza e la creatività. […]George Bernard Show “Se tu hai una mela e io ho una mela, e ce la scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea ed io ho un’idea, e ce la scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”

Citazione da:
http://www.copyleft-italia.it/libro

Da qui nasce la filosofia delle licenze Creative Commons.

Nel 2003 è stato lanciato www.creativecommons.it, in cui si possono trovare i porting delle licenze per il sistema giuridico italiano.

Per il BlogBonzo ho scelto questa:

Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.


Creative Commons License


Questo/a opera è pubblicato sotto una
Licenza Creative Commons.

Gabba Gabba Hey
Bonzo

La mia prima Debian

14 Giugno 2007

Sul mio computer fisso, un vecchio Pentium III da 500 Mhz ho cambiato Distro, e finalmente ho installato Debian (la distro) per la prima volta.

Ecco la schermata di Debian Etch 4.0 sul mio “ciappetto”:

Schermata Debia etch

Per renderla più adatta alle scarse risorse del pc ho installato Fluxbox:

Fluxbox su Debian

Oltre al look veramente semplice e un po’ in contrasto con i nuovi Desktop Tridimensionali delle distro più “utilizzate”, la cosa che mi è balzata subito all’occhio è che invece di Firefox c’è Iceweasel.

Il programma costituisce un fork del notissimo browser Firefox che implementa delle modifiche volte a renderlo assolutamente compatibile con le specifiche del progetto GNU.
Il software Mozilla è sempre stato considerato Software Libero, fino a quando il team di sviluppo del progetto Debian non ha verificato l’incompatibilità delle politiche sul diritto d’autore seguite dal team Mozilla.
Nello specifico il team di Mozilla ha dichiarato che chiunque intenda distribuire il software prodotto da loro usando i nomi originali è tenuto ad usare solo i loghi e i marchi originali (protetti da Copyright), senza inoltre poter includere modifiche al programma che non siano state approvate del team di sviluppo ufficiale.
Poiché queste regole contrastano con le politiche sul software seguite dal progetto Debian (che infatti distribuiva il software Mozilla usando loghi diversi da quelli ufficiali), si è accesa inizialmente un’animata discussione sulla vicenda, che ha portato alla nascita di un “fork” specifico per risolvere la questione (qualcuno ha ironicamente chiamato l’evento “scisma”).
E’ quindi nato il Progetto Gnuzilla, con l’obbiettivo di rendere disponibile il software della suite Mozilla usando esclusivamente materiale libero, in modo che possa essere impiegato in tutte quelle realtà che hanno l’uso di software GNU fra le loro priorità (come ad esempio il progetto Debian).
Da questa iniziativa sono quindi nati IceWeasel in sostituzione a Firefox, IceDove al posto di Thunderbird e IceApe in luogo di SeaMonkey.

http://www.vitthack.net/…

In futuro vedremo se la stabilità di Debian si confermerà tale, per ora tutto sembra andare alla grande.

Gabba Gabba hey
Bonzo

Libera il Software

13 Giugno 2007

Al Pycon uno ho conosciuto questa iniziativa e ho ovviamente firmato la petizione.

libera sw

Questa pagina nasce per dare voce ad una iniziativa, lanciata da Renzo Davoli, per la liberalizzazione del software preinstallato sui
PC. Si tratta di una proposta di liberalizzazione rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, e ai suoi collaboratori. Per sostenerla è stata lanciata anche una petizione, che vi invito a firmare e da cui riporto questo estratto:

Occorre una legge che contenga le seguenti norme:

1) Nella vendita di personal computer il prezzo dell’hardware deve essere riportato con voce distinta rispetto al prezzo della licenza d’uso del software eventualmente in dotazione.

2) È consentito all’utente di rinunciare all’acquisto della licenza per il software e pagare solamente il prezzo dell’hardware.

3) Il prezzo indicato per la licenza d’uso del software deve essere realistico. Più precisamente, dalla proposta: È consentito altresì a sole aziende che costruiscono o assemblano computer (non a privati) l’acquisizione della sola licenza d’uso al prezzo indicato per la licenza stessa in offerte pubbliche al più incrementato del 30% e per un numero minimo di 30 copie o comunque di 30 volte il quantitativo offerto se si tratta di offerte per la vendita congiunta di più elaboratori corredati di software.

liberasw.org

Buona firma a Tutti!

Gabba Gabba Hey
Bonzo

Libro consigliato: Codice Libero

10 Giugno 2007

Ebbene si, lo ammetto…. Non avevo mai letto Codice Libero, la biografia di Richard M. Stallman.
So che questa è una grossa pecca, ma non mi era mai venuto la giusta voglia, fino a quando, qualche settimana fa ho saputo che il santone del Progetto GNU, sarebbe venuto in italia.
Ho quindi comprato il libro (sono un feticcio della carta, un libro lo devo possedere) e visto che alla fine non sarei riuscito a vederlo ho deciso di usare questa settimana per leggere la sua storia.

Codice libero
Dalla sua lettura ho estratto due citazioni per me interessanti:

  • Paragone tra Grateful Dead e Modello commerciale Software Libero:

    L’analogia con i Grateful Dead è assolutamente pertinente. Nel descrivere le opportunità commerciali inerenti al modello del software libero, non di rado Stallman si è riferito a quell’esempio. Rifiutando di limitare le registrazioni amatoriali dei concerti dal vivo, i Grateful Dead sono diventati molto più di un gruppo rock. Sono divenuti il centro di una comunità tribale dedicata alla loro musica. Con il passare del tempo tale comunità ha assunto proporzioni talmente ampie, confermando al contempo la propria devozione, che il gruppo ha rinunciato ai contratti con le case discografiche per affidarsi unicamente alle entrate dei concerti e dei tour dal vivo. Nel 1994, ultimo anno delle apparizioni sul palco, i Grateful Dead avevano incassato 52 milioni di dollari soltanto con i biglietti venduti ai concerti.

  • Differenza tra Copyright e Brevetti nel Software:

    La differenza tra la tutela di un programma sotto copyright e quella di uno coperto da brevetto è sottile ma significativa. Nel primo caso, chi ha creato il software può vietare la duplicazione del codice ma non quella dell’idea o della funzionalità cui si riferisce quel codice. In altri termini, se uno sviluppatore sceglie di non usare un programma tutelato dai termini imposti dall’autore originale, gli resta comunque la libertà di operare il cosiddetto “reverse-engineering” — ovvero, riprodurne le funzionalità scrivendo nuovamente il codice partendo da zero. Si tratta di una duplicazione delle idee assai comune nell’industria del software commerciale, dove spesso le aziende isolano i gruppi a cui affidano tali operazioni, per evitare l’accusa di spionaggio aziendale o possibili scambi tra gli sviluppatori. Nel gergo dell’odierno sviluppo informatico, ci si riferisce a questa tecnica col termine di ingegneria in “locali senza polvere.”

    I brevetti sul software operano in maniera diversa. Secondo l’omonimo ufficio statunitense, aziende e individui possono brevettare ogni nuovo algoritmo purché lo sottopongano a una revisione pubblica. In teoria, ciò consente al possessore di quel brevetto di trattare la diffusione dell’invenzione con un monopolio limitato a 20 anni dalla data di presentazione della richiesta. In pratica, tale diffusione riveste un valore minimo, poiché spesso l’operatività del programma si spiega da sé. Contrariamente al copyright, un brevetto offre a chi lo detiene la possibilità di impedire lo sviluppo indipendente di un programma dotato di funzionalità identiche o analoghe.

    Nell’industria del software, dove 20 anni posso arrivare a coprire l’intero arco di vita di un mercato, i brevetti assumono connotati strategici. Laddove aziende quali la Microsoft e la Apple una volta si facevano guerra sul copyright e sull’aspetto tipico di varie tecnologie, le società odierne su Internet ricorrono ai brevetti, poiché sono uno strumento atto a bloccare applicazioni individuali e modelli commerciali, come rivela il noto caso di Amazon.com, che nel 2000 tentò di brevettare il procedimento per effettuare acquisti rapidi online denominato “one-click”. Ma per la maggior parte delle società i brevetti sul software sono divenuti uno strumento difensivo, dove gli scambi di licenze servono a pareggiare la quantità di brevetti posseduti da una corporation contro quelli di un’altra. Tuttavia in alcuni importanti casi riguardanti la crittografia e gli algoritmi per immagini grafiche, alcuni produttori di software sono riusciti a bloccare determinate tecnologie concorrenti.

Il libro, rilasciato sotto GFDL è disponibile anche per essere letto in formato elettronico.
http://it.wikisource.org/wiki/Codice_Libero

Per chi non lo avesse ancora fatto buona lettura a tutti, o come dice RMS: Happy Hacking!

Gabba Gabba Hey
Bonzo